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Le Dolomiti del Sud
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l'acqua è resa in parte opaca per la presenza della neve
e del ghiaccio che indugiano sulle rive in ombra: un angolo di Scandinavia
nel Mediterraneo.
La parte sommitale è vasta, formata da due catene quasi
parallele e leggermente arcuate. Quella che guarda verso il Tirreno
ha le cime arrotondate e più alte; l'altra, che è
rivolta verso l'interno, è più accidentata, con torri,
denti, guglie strapiombanti sul sottostante bosco con salti vertiginosi.
Durante l'ultima glaciazione qui, a queste altezze, dovettero dimorare
i ghiacciai più meridionali della penisola.
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La loro traccia è ben chiara
accanto ai fenomeni carsici e un grande cordone morenico è
ancora ben visibile sull'altopiano sotto il versante nord, nei pressi
di un rifugio forestale abbandonato a circa 1600 metri di quota.
Il Cervati è anche luogo di tradizionali manifestazioni che
documentano una fede vissuta nei secoli dalle comunità locali.
Quasi sulla vetta sorge la piccola Chiesetta della Madonna della neve
(1852 mslm), di interessante architettura rustica con la facciata
in conci di pietra. Poco più in basso, splendidamente inserita
nello scenario delle rupi sospese a dominare la Foresta dei Temponi,
si apre una piccola grotta da secoli adattata a cappella che conserva
un'immagine della Madonna. Questo singolare complesso religioso è
meta di un pellegrinaggio annuale da Sanza e dai centri della zona,
che sta a testimoniare una forte religiosità che l'informazione
di massa e le mode culturali odierne non sono ancora riuscite a cancellare. |
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La Foresta
dei Temponi
è la vera regina di questi luoghi: una faggeta primigenia,
non toccata dalla mano dell’uomo, che cresce a quota 1.770 mt
sulla serra Cervati si estende per migliaia di ettari interamente
ad alto fusto ed alterna flora artica a flora mediterrane, con presenzxa
importante di betulle bianco-grigie, ginepri pungenti, tassi viridescenti,
colorate e profumate praterie di lavanda.
Un complesso naturale in grado di dare rifugio a una fauna di grande
rilievo, che vede la presenza del gatto selvatico, del lupo, del gracchio
corallino e del picchio nero, una vera rarità della dorsale
appenninica.
Lo Speleo Club Roma ha svolto una decennale attività sulla
montagna ed ha censito e rilevato più di 133 grotte, realizzando
il Catasto delle grotte del Cervati. |
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